LETTERATURA

Riscopri la forza delle parole

RISCOPRI QUANTO POSSANO PERMETTERTI DI SUPERARE OGNI LIMITE

Sentimenti in rima

di Antonio Laurenzi

 

METART AUTORE

Antonio
LAURENZI

PERUGIA 1936 – 2012

MI PERMETTO

di ROBERTO LAURENZI – Coofondatore e Resp. Marketing METART e FABIO LAURENZI

Mi ritaglio un piccolo privilegio, pur non essendo nelle mie abitudini e non potendo certo recitare il ruolo di critico letterario aprendo questa sezione di METART, dedicata alla letteratura, presentando un autore a me molto caro. Antonio Laurenzi, mio padre. Ne approfitto ulteriormente volendo dedicare tutto questo a Lui nella certezza che, sebbene assolutamente riluttante alla comprensione delle tecnologie ed al loro utilizzo, sono convinto che gli sarebbe piaciuta soprattutto per la reale destinazione della piattaforma e per gli obiettivi che si pone METART per la massima valorizzazione dell’arte e della cultura alle quali è sempre stato profondamente legato, certamente in ragione dei suoi studi ed ancor più di quell’acutezza mentale che l’hanno sempre contraddistinto. Appassionato della cultura e della storia, strenuo difensore di valori ormai abbondantemente dimenticati, si dilettava nello scrivere versi, come soleva dire non elaborati, dove tuttavia raccontava la semplicità disarmante della vita e della natura a cui è sempre stato legato. Appassionato di quella cultura che lo vedeva tradurre, fino a poco prima della sua morte, testi di greco e latino con una semplicità disarmante che non poteva altro che metterti, qualche volta, anche a disagio. Non intendo approfittare oltremodo di questa opportunità nella piena consapevolezza che delle sue virtù e pregi non posso essere certamente io a parlarne, anche perché ancora molti lo ricordano nella sua squisita genuinità ed in quella impeccabile forma che gli faceva indossare la cravatta alla guida di un trattore a cingoli. Per certi versi una sorta di novello Cincinnato, che tuttavia aveva rifuggito gli incarichi e le incombenze pubbliche ma ritagliandosi quegli spazi che gli permettevano di godere del qui ed ora, di quelle spighe di grano che aveva dapprima seminato, visto crescere ed oggi sgranava tra le mani soddisfatto della qualità dell’annata. Non so come facesse, o meglio non lo comprendevo, ma riusciva a mettere in ogni cosa, qualsiasi cosa facesse o qualsiasi cosa in cui si fosse impegnato il bello che aveva in lui, le sue passioni e la sua creatività. E’ vero, non ebbe la fortuna di poter conoscere suo padre perché, il nonno che portava lo stesso nome, morì in Africa orientale poco prima della sua nascita ma ebbe una sorella, mia zia Marisa che, che fu per lui ben più di quanto poté la sua stessa madre Rosa, molto più che una sorella come d’altronde lo fu mio zio Luigi che recitò quella parte del padre che gli era sempre mancato per poi divenire anche lui un fratello ed a cui va la mia eterna riconscenza. Non ebbe questa fortuna ma non rinunciò mai a trasmettere la sua luce alle sue nipoti. In fin dei conti una famiglia ristretta, ma a lui piaceva così, riservato com’era e restio alle adunate, racchiusa nella sua casa condivisa con nostra madre Gabriella che certamente fu la donna che aveva da sempre voluto al suo fianco. 

Tutto questo per raccontare l’essenza di quelle poesie, da dove vengono e dove volevano andare, dove vogliono ancor oggi andare, dove vogliono portare il lettore laddove si immerge in sonetti apparentemente di una semplicità disarmante che invece nascondo quella parte di genuina spontaneità e consapevolezza che vede trarre spunto dall’accadimento, dal noto e dal vissuto comune per trasportanti in una realtà completamente diversa, quella realtà che è dentro ognuno di noi. E’ una raccolta interessante, e non perché l’abbia scritta mio padre ma perché sono versi semplici, diretti ed armonici, schietti per così dire dove poco è lasciato all’estetica della forma, sebbene precisa, per dare maggiormente spazio all’introspezione ed a quel viaggio che può portarci dentro noi stessi per finalmente riconoscerci. Lui c’è riuscito. Insieme a mio fratello Fabio dedichiamo a Lui questa piattaforma, Grazie e buona lettura.
SELEZIONE DAL LIBRO DI POESIE

SENTIMENTI IN RIMA

A UN POETA DOMANDAI

Ogni poeta impegna la sua penna
per cantare gli amori, la sua donna,
i tempi andati, i suoi trascorsi anni,
i sogni, le speranze, i suoi affanni.
Eppure un giorno uno ne incontrai
che niuna cosa aveva detto mai
dell’amor suo, delle segrete pene
che ogni uomo, chiuse nel petto, tiene.
Perché nei versi tuoi, gli domandai,
della tua donna non parli mai?
Ed il poeta, serio, a me rispose:
“Che mai dovrei cantare? Quali cose?
Potresti forse a un bimbo, tu, spiegare
quanto grande sia il cielo, il sole, il mare?
Di lei soltanto un verso a te vo’ dire:
– Senza di lei io potrei morire -“

 

 

L'APE FUCAIOLA

A un alveare ricco e laborioso
accadde un fatto grave ed increscioso;
in una buia e gelida giornata,
la regina, vecchia e ormai malata,
morì senza lasciare un documento
né un preciso e chiaro testamento.
Un’ape, spergiurando, prese a dire
che la sovrana, prima di morire,
l’aveva delegata verbalmente
ad assumere il ruolo di reggente.
In man lo scettro, in testa la corona,
si insediò sulla regal poltrona
assumendo il tono e la maniera
che si confà a una regina vera.
Certe così d’essere in buone mani,
le api, poverine, l’indomani,
con grande lena, amorevolmente,
presero ad accudire l’insolente.
Pappa reale, cibi raffinati
le furono serviti e preparati;
fu trattata con cura e coccolata
perché riempisse l’arnia di covata.
E lei di uova, si, ne fece tante
ma l’esito fu grave e sconvolgente:
fuchi soltanto nacquero da esse,
e l’arnia intera e le api stesse,
amministrate da quell’impostora,
ben presto, ahimé, finirono in malora.
La stessa sorte di quell’alveare,
purtroppo, può talvolta capitare
ad un paese che tributa onori
a uomini incapaci e impostori.

OBLIO BLU

di Boris Gagliardi

DAL LIBRO:

“Christine, era questo il nome che aveva dato alla sua tromba.
Non era stato un amore così, all’improvviso, un colpo di fulmine.
C’era voluto tempo.
Ne aveva dovuto imparare i rudimenti, le basi, le prime scale: eseguite a ripetizione, all’infinito.
Le prime cento pagine del libro con gli esercizi.
E solo adesso che cominciava a conoscerla, a sentirla tra le mani, poteva darle il nome.
Ma il nome, a dettarglielo, era stata lei stessa.
Perché era viva, parlava, aveva un’anima e si era presentata con questo nome.”

INEVITABILMENTE E LA RINASCITA DI UNA FENICE

di Alessandra Prosperi

DAL LIBRO INEVITABILMENTE

In INEVITABILMENTE la protagonista ALESSIA BIANCHI imprenditrice di Ascoli Piceno si accorge che la sua fabbrica di famiglia è sull’orlo del fallimento e in un’Ascoli che si appresta a festeggiare l’arrivo del Natale dovrà lottare per non farla chiudere e INEVITABILMENTE il destino entrerà in gioco.

DAL LIBRO LA RINASCITA DI UNA FENICE

Ne LA RINASCITA DI UNA FENICE la protagonista ELENA CARBONE avvocato di Ascoli Piceno sta per divorziare e ha tre figli.
Il giorno del divorzio sale in macchina mentre sta per andare in tribunale ha un incidente e da qui…..

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